| Lo sciopero del 1957 a Sambiase |

Lo sciopero delle "carrette" a Sambiase
attraverso
degli scritti ed una inedita Interpellanza Parlamentare
A cura di G.Ruberto - webmster del sito
Il 13 ed il 14 aprile 2007 ricorreva il cinquantesimo dello
"sciopero delle carrette", la "rivolta" contadina nei comuni di Sambiase e Nicastro (Cz) del 1957 rimasto negli annali
della cronaca come senza precedenti.
Attraverso degli scritti(1) ed
un inedita Interpellanza Parlamentare della cittadinanza di Sambiase riproponiamo quell'avvenimento non mancando
di evidenziare aspetti critici....
Diciamo subito che la cronaca di quell'evento fu caratterizzata inizialmente
dai contadini della frazione Bella di Nicastro " in conseguenza
del divieto della legge di trasportare sui propri veicoli (sciarrette) altre
persone a carico elevando continuamente contravvenzioni ai trasgressori della
norma stradale", e successivamente dai contadini di Sambiase.
Nella foto le carrette dei contadini
del comitato nicastrese sul corso Numistrano di Nicastro (foto Mimmo Rochira)
Secondo quanto raccontato dagli scritti (2),
sull'annessione allo sciopero da parte del comitato di Sambiase, fu deciso (3)
che questi dovevano rimanere una "semplice compartecipazione";
ma come dimostrasi questa si rivelò piú eclatante del previsto... In effetti secondo
quanto si evince dal documento Parlamentare lo sciopero attuato dalla cittadinanza di Sambiase non ricadde nelle
forme....spontanee!!, ma si delineò come attesta lo stesso documento con contenuti più gravi - tra questi
la cosiddetta - tassa della Fondiaria(4)
che prevedeva il tributo sui terreni e le imposte sui prodotti agricoli,conosciuta
volgarmente come la tassa d' u dazziu (tassa del dazio) etc.etc..
E' bene ricordare che vi era in atto, da tempo, sul territorio calabrese una gravissima crisi del mercato vitivinicolo e oleario; questo conferma che a Sambiase lo sciopero
era, per così dire, nell'aria. Pertanto si andava a delineare nella popolazione ben altro che la semplice compartecipazione!!
Perche? Perchè la perdita della produzione vitivinicola, sia a Sambiase che nella vicina Nicastro,antica e rinomata in tutta l'Italia, era d'importanza
vitale per l'economica del posto, sia in termini occupazionali che in termini
di fattibilità. Non dimentichiamo che l'importanza del vino sul territorio è sottolineata
dall'istituzione nel 1926 del Consorzio circondariale di difesa della viticoltura
da parte del Ministero dell'Economia Nazionale (5).
Tralasciando per un attimo le varie sfaccettature (ritorneremo più sotto) facciamo "parlare" le cronache del tempo da cui, come si diceva all'inizio, siamo riusciti
a risalire alle fasi più rilevanti. A tal propoposito abbiamo aggiunto delle note ove queste lo necessitavano.
Si disse: "Che i politici locali di quel tempo inviarono dei
telegrammi al Governo italiano per sensibilizzare la situazione di grave miseria(6) che incombeva sul loro territorio, ma ogni richiesta rimase disattesa. I comitati
si stavano preparando ad una vera insurrezione popolare senza precedenti, che
non si fece attendere".
A lato, l'ingresso di Sambiase
il 14 Aprile 1957. Con le barricate prende il via lo sciopero delle "carrette".
La foto venne scattata da Mimmo' Rochira, fotografico dei' maggiori quotidiani
del tempo - fu tra i primi a recarsi sul luogo della protesta.
"La mattina del 13 aprile 1957, infatti,
gli abitanti del quartiere Bella di Nicastro iniziarono a sbarrare con carrette,
doroti e traini posizionati presso le rispettive entrare ed uscite del citato
quartiere nicastrese.
"La mattina del 14 aprile, stessa cosa fecero i sambiasini iniziando a
sbarrare la carreggiata in direzione Nicastro (nei pressi delle abitazioni della
famiglia Muraca- Bernardi - oggi via Marconi) con delle grosse travi di legno
messe di traverso sulla strada, ed in uscita nel pressi del rione Braccio
- direzione Angillìtu (Santa Eufemia - SS.18, etc.etc.)"
.
A Sambiase la tensione, come già ricordato, andò ad aumentare
oltre modo sia per le contrapposizioni tra i comitati (5),
sia per presenza della "Celere" (7),
tanto che i rappresentati dei contadini (8)
e i rispettivi Sindaci (9) cercarono ed ottennero
il sospirato incontro con le Autorità Politiche governative. Si disse che trovatosi in Calabria l'onorevole
Vittorio Pugliese (questi viene indicato dalle cronache quale Sottosegretario agli Interni) (10) si recò personalmente sul luogo della "rivolta".
Risulta, infatti, che l'accoglienza dell'on.Pugliese da
parte delle due cittadinanze, non fu delle migliori. "A Nicastro
lo stesso, affacciandosi da un balcone del Municipio per parlare alla folla,
fu costretto, a causa dei continui schiamazzi e al lancio di qualche oggetto,
a rientrare precipitosamente nei locali comunali".
Stessa cosa avvenne a Sambiase . "L'onorevole volle
personalmente parlare alla popolazione in Piazza Fiorentino dal balcone dell'abitazione
della famiglia Mazzei ( ù casularu) che aveva
gentilmente offerto ospitalità; una folla maldisposta ed esasperata (
fu indispensabile un cordone di protezione di persone a lui vicine) rese vana
la trattativa con i contestatori". "A nulla valsero i discorsi del sindaco Cianflone e del rappresentante dei contadini
avv. Franzí, i quali - succeduti all'on. Pugliese
- spiegarono agli astanti che,secondo loro,la venuta in Sambiase del Sottosegretario
agli Interni valeva ben
oltre la presenza del Prefetto"(11).
A fianco, Piazza Fiorentino a Sambiase
in quell'Aprile 1957. Il corteo si estendeva lungo tutta Via Eroi di Sapri ed
oltre. (foto Mimmo Rochira)
"Nella notte tra il 14 e 15 Aprile, intervenne con un blitz
il reparto di Polizia(celere) della vicina Vibo Valentia. Fu ristabilito con determinazione
l'ordine, rimuovendo immediatamente le varie travi utilizzate per il blocco,
le carrette posizionate sulla strada e su Piazza Fiorentino; qualcuna, scaraventata
dalla polizia, andò a finire nel torrente Cantagalli perché non
rimossa tempestivamente dai proprietari".
"Stessa cosa accadde nella frazione Bella di Nicastro dove la mattina
i "Bbìllùati", appena
svegliatisi, trovarono lungo l'odierna via
Lazio e alla Casanova un battaglione di poliziotti schierati in assetto di guerra,
con l'elmetto in testa ed i mitra spianati. Carretti, doroti
e traini - simboli di quella eroica quanto breve rivolta - giacevano a pezzi
in fondo allu fhuassu 'i Coladarci o alla
Cavarella, dove erano stati buttati dalle
forze dell'ordine e dall'esercito fatto affluire come rinforzo". "Successivamente
nella nottata del 16 e nella mattinata del 17, vennero eseguiti, presso i vari
domicilio dei rispettivi partecipanti rivoltosi, svariati arresti per i reati
commessi, tra i quali: sobillazione alla rivolta, blocco stradale, istigazione
ecc. Tra gli arrestati semplici spettatori, costretti ingiustamente a subire
il carcere sia pure per pochi giorni ".
"I contadini del comprensorio subirono numerose procedure esattoriali,
da far risultare quel 1957 un periodo particolarmente vantaggioso sul piano
economico per qualche avvocato di Catanzaro, delegato dall'Esattore del Consorzio
esattoriale di Nicastro a sostenere le procedure presso Enti debitori verso
i contadini ".
- Tra gli aspetti che ci hanno colpito nel ripercorrere quella cronaca c'è
stato quello di lasciare spazio ad affermazioni quali: "la
storica rivolta dei contadini ebbe origine a Nicastro
e non a Sambiase,
dove degenerò in una forma scomposta e provocatoria di
scontro con le Forze dell'Ordine ". Secondo noi quella sconfitta invece lasciò
l'amaro in bocca ai tanti cittadini di Sambiase e di Nicastro che si erano illusi che con l'avvento dello Stato Democratico
tutti i problemi, anche quelli più semplici, potessero essere facilmente risolti.
A proposito poi della "forma scomposta e provocatoria" indirizzata al comitato dei contadini di Sambiase, ci sembra gratuita, visto che le cosiddette Forze dell'Ordine che
presidiavano la manifestazione erano i roboanti "celerini"(12);
questa era una
organizzazione anti-operaia ed anti-contadina che si
era distinta in questo nostro Paese, negli anni '50 e '60,come responsabile
di fatti di sangue (13).Giàmmai noi calabresi possiamo dimenticare i fatti di Petilia Policastro
e di Melissa!! (14).
Se realmente la manifestazione di Sambiase per come sopra affermato degenerò davvero in una forma scomposta e provocatoria contro quelle particolari Forze dell'Ordine; oggi la stessa cittadinanza sarebbe inclusa in quell'elenco da noi richiamato alla nota tredici e quattordici.
Il giudizio che traspare, secondo noi, è la grande difficoltà
nel controbbattere la grande storia del fare (15) dei sambiasini, che, in quel richiamato sciopero delle carrette del 1957, intesero intraprendere la parte dei rivoluzionari anziché
quella degli... opportunisti!! Non ha caso l'interpellanza Parlamentare ci richiama all'autorevolezza di questa illustre cittadina.
E non è di poco conto se pensiamo che proprio in quegli anni iniziò
la grande emigrazione di massa dei contadini sambiasini, e meridionali in genere,
verso i paesi Europei, le Americhe , l'Australia. Il fallimento della riforma
agraria portò all'esodo di massa per milioni di contadini disillusi,
che finirono nei "ghetti dell'emigrazione", -
Imparate una lingua ed andate all'estero
-, incitava il presidente del Consiglio dei ministri dell'epoca, De Gasperi.
Il tentativo di Gullo di riformare l'agricoltura meridionale era abortito.
Pensiamo nel leggere l'inedito documento (16)
degli On. Alicata, Fiumanò, Gullo,
Missinetti, Misefari, che la
cittadinza di Sambiase non
solo non degenerò in nessuna forma scomposta e provocatoria di scontro
con le Forze dell'Ordine, ma si distinse quale artefice principale
di quel che fu lo sciopero delle carrette del 1957 e successivamente nelle vesti
propositive con l'Interpellanza del 1961 ai fini della sospensione
di ogni procedimento cautelativo o coattivo da parte degli organi fiscali -
e più in generale al
potenziamento dell'azienda agricola familiare ed alla difesa dell'economia nelle
regioni meridionali - non intendano adottare gli indicati provvedimenti, al
fine di salvare dalla rovina migliaia di piccole e medie aziende agricole, protagoniste
laboriose ed attive di una importante e pregiata produzione, in una zona particolarmente
ad essa adatta nella regione calabrese.
E’ doveroso sottolineare a questo punto che la stessa cittadinanza avesse
anticipato le previsioni di un prossimo futuro. Ovvero la protesta si ricollega
alla politica disfattista dello Stato Italiano che si stava adoperando per la
distruzione della rinomata, secolare produzione vitivinicola sambiasina,del
comprensorio e del Meridione in generale, a favore dello sviluppo agricolo e
commerciale del centro-nord dell’Italia. Tutt’oggi ne vediamo gli
sciagurati risultati!
Atti Parlamentari - 25847 - Camera dei Deputati III
LEGISLATURA - DISCUSSIONI – - SEDUTA DEL 7 NOVEMBRE 1961 DXXXIV.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BUCCIARELLI DUCCI
" I sottoscritti chiedono d'interrogare il
Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri del tesoro e dell'agricoltura
e foreste,sulla grave e pericolosa situazione venutasi a determinare nella città
di Sambiase (Catanzaro) e sui mezzi di emergenza da adottare per fronteggiarla.
" L'economia della città dì Sambiase si fonda quasi per intero
sulla produzione vitivinicola esercitata da aziende agricole in massima parte
piccole e diretto-coltivatrici." Come è stato esposto al Presidente
del Consiglio dei ministri nella sua visita a Sambiase, in occasione del suo
recente viaggio in Calabria, dal 1956 a tutt'oggi, con ritmo screscente, avversità
atmosferiche, alti costi imposti dal monopolio ai prezzi dei prodotti e degli
attrezzi necessari alle coltivazioni, insostenibili oneri fiscali, scandalose
e persistenti speculazioni sul mercato delle vendite, hanno falcidiato e spesse
volte annullando i redditi,in gran parte di lavoro, dei viticoltori di Sambiase
e con essi quelli di tutta la popolazione." L'esasperazione ed il disinteresse
dei pubblici poteri sono arrivati al punto da portare la cittadinanza a forme
di vera e propria rivolta, quale quella delle " carrette " del 1957,
nella quale per una intera giornata fu bloccato il traffico sulla importante
arteria stradale nazionale e furono incendiati gli uffici delle imposte di consumo."
Da quella data, per l'aggravata situazione economica, i cittadini di Sambiase
non furono più in condizioni di pagare all'erario tasse o contributi
di alcun genere. I pubblici poteri si resero conto di questa impossibilità
contributiva e, di fatto, acconsentirono a tale forzata insolvenza." Ma
improvvisamente, nei giorni scorsi,senza che alcun provvedimento o fatto nuovo
fosse intervenuto a risanare la crisi vitivinicola ed agricola delle popolazioni,
anzi con l'unico fatto nuovo della chiusura dello zuccherificio di Santa Eufemia
Lamezia che qualche risorsa forniva ai produttori ed ai lavoratori della zona,
gli uffici fiscali hanno scatenato un'offensiva contro i contribuenti di Sambiase
per costringerli al pagamento delle tasse e dei contributi arretrati ed attuali."
Migliaia di intimazioni di pagamento,impinguate da numerose voci, corredate
dalle immancabili indennità di mora e per cifre medie intorno alle 150
mila lire, ma mai inferiore alle 50 mila lire, sono piovute sui contribuenti."
L'esattoria comunale non solo ha proceduto a pignoramenti in proprio, ma ha
tentato di sequestrare il vino che i produttori avevano conferito alla cantina
sociale ed all'enopolio locale." La pretura di Nicastro ha iniziato la
convocazione dei conferenti pignorati per la definizione, ma sin dalle prime
convocazioni è apparsa chiara l'impossibilità di eseguire l'operazione
" recupero fiscale " che supera,per i soli conferenti, i 35 milioni
senza mandare completamente al lastrico i viticoltori e condannare al fallimento
le loro organizzazioni economiche. Come se ciò non bastasse,si minacciano
già i pignoramenti immobiliari."In tale situazione è comprensibile
il diffondersi del panico e l'accrescersi della disperazione tra la cittadinanza
di Sambiase, che si vede non solo abbandonata, ma condannata complessivamente
alla miseria ed alla degradazione produttiva e che non è disposta a rassegnarsi
a tali prospettive." Per fronteggiare questa insostenibile situazione i
provvedimenti e gli interventi, da tempo richiesti e riproposti anche di recente
dalla popolazione di Sambiase all'amministrazione provinciale di Catanzaro,
consistono:nella adozione di misure generali di difesa e di sostegno della piccola
e media impresa agricola consistenti nella limitazione dei superprofitti monopolistici
nell'assistenza finanziaria e tecnica per la conduzione agraria, nell'aiuto
allo sviluppo delle forme associate;nel pagamento ai conferenti, da parte della
Federconsorzi, dell'intero ricavo delle vendite dei vini prodotti nell'enopolio
di Sambiase; in un finanziamento straordinario alla cantina sociale di Sambiase
in modo che possano essere adeguatamente maggiorate le anticipazioni effettuate
ai singoli conferenti;nella cancellazione dai ruoli delle imposte e dei contributi
di ogni tipo di tutti i piccoli e medi vitivinicoltori per la durata di 10 anni
a datare dal 1957, e ciò a causa della totale perdita di reddito agrario
avvenuta o legittimamente presunta dei loro terreni."Il provvedimento che
si impone con indifferibile urgenza è la sospensione di ogni procedimento
cautelativo o coattivo da parte degli organi fiscali nei riguardi dei contribuenti
di Sambiase e ciò sino al momento di attuazione delle misure sopra richieste."Gli
interroganti chiedono se il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri
interrogati - coerentemente con i loro ripetuti impegni, ribaditi nelle conclusioni
della conferenza agraria nazionale e diretti al potenziamento dell'azienda agricola
familiare ed alla difesa dell'economia nelle regioni meridionali - non intendano
adottare gli indicati provvedimenti, al fine di salvare dalla rovina migliaia
di piccole e medie aziende agricole, protagoniste laboriose ed attive di una
importante e pregiata produzione, in una zona particolarmente ad essa adatta
nella regione calabrese.
__________________________
NOTE:
(1) P.Cerra
" La rivolta contadina del 1957 a Bella e Nicastro, in Storicità
- Rivista d'altri tempi, mensile, pag. 18-20,anno IV n°38-maggio 1995. Direttore
Resp. Massimo Iannicelli, Calfa Editore.
- M.Rochira "
Tutta la verità sullo sciopero delle carrette del 1957 a Sambiase…,
in Storicità, Rivista d'altri tempi, mensile, pag. 12-14,anno VII n°73
-dicembre 1998, Direttore Resp. Massimo Iannicelli, Calfa Editore.
(2) Ibidem....nota 1
(3)La
"semplice compartecipazione"dei contadini
di Sambiase venne decisa dagli stessi comitati
dei contadini della frazione Bella, quelli del Rione San Teodoro (quartiere
antico di Nicastro) e quelli della frazione Terravecchia nel comune di Nicastro.
(4) "L'ufficio
dell'esattoria di Sambiase era ubicato al primo piano di casa Grasso (ex casa
Scalfaro), "allu ponti d'a chijazza"; era
quasi sempre affollato e spesso non mancavano dei litigi tra gli impiegati e
la gente che si accalcava agli sportelli. Ogni anno arrivavano puntualmente,
a casa dei proprietari, gli uscieri dell'esattoria con fasci di bollette e se
non venivano pagate entro il termine stabilito, ritornavano e pignoravano tutto
ciò che di buono trovavano in casa. Alcuni, quando li vedevano arrivare,
si barricavano in casa chiudendo tutte le imposte e non rispondevano quando
questi avessero bussato alla porta; a certe famiglie, a causa del mancato pagamento,
venivano pignorati l'asino, il maiale, e le poche suppellettili e quant'altro
possedevano nelle loro misere case ". ( M.
Zaffina "Sambiase 1956 la rivolta dei contadini per
la tassa fondiaria" in Storicità - Rivista d'altri tempi, mensile,
pag.16, anno VII n°68-maggio 1998. Direttore Resp. Massimo Iannicelli, Calfa
Editore.
(5) G. Juffrida,
Sinergia urbane e sviluppo economico-territorile,cap.III, "Trasformazione
territoriale e politica economica autarchica", pag.291, in Lamezia
Terme storia cultura economia, Rubbetino editore,anno 2001.
(6) La fame fu
ancora una volta il fattore esasperante della tensione sociale. La Calabria
registrava indici elevatissimi di miseria, un tenore di vita molto basso, indici
elevati di disoccupazione.
Con l'annata agraria 1957/58, infatti, le condizioni per la concessione del
credito di esercizio mutarono radicalmente: il credito non fu più accordato
a prezzi di favore e senza interessi, ma veniva concesso un credito condizionato
all'acquisto di prodotti della Federconsorzi. In questo modo si portò
avanti l'azione di selezione tra gli assegnatari. Discriminando il credito,
oltre a favorire una maggiore penetrazione del capitale monopolistico nelle
campagne (attraverso la concessione di credito da parte della Federconsorzi),
si operò una netta selezione tra le aziende, emarginando sempre più
quelle che non avrebbero potuto adattarsi alle nuove esigenze produttivistiche
del mercato agricolo.
(7) La polizia creata da Scelba
in funzione antioperaia e anticontadina.
(8) A Sambiase a rappresentate dei contadini
vi era l'avvocato Domenico Franzì (già Sindaco di Sambiase) descritto
come un uomo esuberante, forte nel fisico e nel temperamento, lungimirante,
generoso ed appassionato nello sposare la causa dei più deboli. (A.
Zaffina "L'avvocato Domenico Franzì da Sambiase,pioniere
della cooperazione in Calabria" in Storicità - Rivista d'altri
tempi, mensile, pag. 30,anno VII n°69-giugno-luglio 1998. Direttore Resp.
M. Iannicelli, Calfa Editore.
--- L'altro era il Domenico Paladino
descritto come "assai attivo nelle agitazioni contadine".
(9) In quell'anno
sindaco di Nicastro era Giovanni Cataldi; mentre a Sambiase era Gabriele Cianflone.
(10) Da una nostra ricerca l'onorevole
Vittorio Pugliese risultava Sottosegretario
per l'Agricoltura e Foreste mentre Sottosegretario di Stato agli Interni era
l'onorevole Salizzoni.
(11) Si è
ironizzato in questi anni su questo episodio in quanto i contadini alla vista
dal balcone in piazza Fiorentino dell'onorevole Pugliese protestarono vivamente
richiedendo l'intervento del.....Profeto (Prefetto di Catanzaro)anzichè
quello dell'onorevole Pugliese.
Come già ricordato il Sottosegretario
di Stato agli Interni era l'onorevole Salizzoni
e non l'on.Vittorio Pugliese ed evidentemente tale mistificazione
non era sfuggita..... "al popolo sambiasino,
dal temperamento bilioso, risultante, fiero
d'impeto e d'ambizione, rapido nella crescita, pronto nell'apprendere, audace
e astuto, magro ed asciutto, mendace e volpino." .... Mi riferisco alla nota n° 21 di pag. 59 richiamata nel libro - "Approfondimento
degli studi eseguiti nel XIX secolo, con idrologia minerale della Calabria dell'epoca",a
cura di Dora Anna Rocca, edito da cittàcalabria
edizioni finito di stampare nel mese di maggio 2007 dalla Rubbettino Industrie
Grafiche Edizioni per conto di cittàcalabriaedizioni 88049 Soveria Mannelli
(Cz) - dove si dice che il chimico Francesco
Ricca e il dottore in medicina e chirurgia Giuseppe La Camera
eseguirono nel XIX secolo i loro studi sulle acque minerali di Sambiase
Ultra dove, sulla base della teoria umorale ippocratica e quella successiva
dell'umore prevalente del Galeno, gli abitanti (ovvero i sambiasini)
risultavano,a causa del beneficio delle loro acque termali, dal temperamento bilioso, fieri d'impeto e d'ambizione, rapidi
nella crescita, pronti nell'apprendere, audaci ed astuti, magri ed asciutti,
mendaci e volpini e che tali si differenziavano da quelli sanguigni flemmatici
etc.etc.)
-- Per concludere. Sulla base dei fatti accaduti in quella seconda decade del mese di aprile del 1957 la richiesta di presenza del....."Profeto"
in piazza Fiorentino da parte dei scioperanti di Sambiase, è
giustificabile. Non è chiara invece la non presenza del...Prefetto visto che c'era quella del Sottosegretario di Stato agli Interni a cui egli faceva capo.
________________
Si riporta integralmente la nota 21 :
" Sambiase, in provincia di Calabria Ultra lI, Distretto e Diocesi di Nicastro, è situato sopra un falso piano, e viene diviso da un piccolo fiume sopra di cui trovasi un piccolo ponte mediante il quale comunicano insieme gli abitanti di ambe le rive, quando cresce per la pioggia. Si apparteneva in feudo alla famiglia di Aquino Pico, principe di Feroleto. Il matematico Giovanbattista Rosso, che fu maestro del Re Filippo d'Austria, ebbe ivi i suoi natali. Dista da Catanzaro miglia 21, da Nicastro 3, da Gizzaria 5 e da Sant'Eufemia 4. Il numero de' suoi abitanti è circa 6300. I coniugati quasi pareggiano i celibi, che hanno oltrepassato l'età stabilita dalla legge a contrar matrimonio.
Gli abitanti presentano in gran parte il marcato modello del temperamento bilioso.Le malattie predominanti, e che specialmente si soffrono dagl'individui addetti alla coltura di quei fertili terreni, sono le febbri gastrico-reumatiche e le intermittenti, e cronici morbi di fegato e di milza ".
[ Fin qui il Ricca. Lo studioso colloca il comune di Sambiase su un falso piano e fa cenno all'attuale fiume che lo divide (il torrente Cantagalli), rilevando la presenza di un piccolo ponte, che consentiva d'inverno di passare da una riva all'altra del corso d'acqua. Da un'indagine storica l'autore rileva l'appartenenza del feudo ai D'Aquino-Pico (in proposito cfr. P ARDITO, op. Cit., pp. 99-102).
Altro aspetto importante rilevato dal Ricca è la presenza di patologie tipiche di zone paludose, quali le febbri gastrico- reumatoide ed intermittenti, patologie epatiche o della milza.
Si evince una conoscenza della teoria umorale ippocratica, quando lo studioso descrive il temperamento degli abitanti come bilioso. Com'è noto, infatti, per Ippocrate, il corpo umano è governato da quattro umori diversi: sangue, bile gialla, bile nera e flegma; dal loro rapporto deriva lo stato di salute o di malattia.
Per Galeno, che riprende tale teoria, se l'umore prevalente è il sangue, ne deriva un temperamento sanguigno, se la bile nera, temperamento collerico. Se prevale quella gialla, temperamento melanconico, flemmatico se prevale il flegma.
I sanguigni sono rubicondi ed amabili, pingui ed allegri, loquaci e arditi. Adatti a qualsiasi studio, si dilettano di venere e tabacco.
I biliotici sono giallotici di colore, fieri d'impeto e d'ambizione; rapidi nella crescita, pronti nell'apprendere, audaci ed astuti, magri ed asciutti, mendaci e volpigni.
I flemmatici o linfatici sono di piccola statura e pingui, proclivi all'ozio ed al sonno, torbidi ed ottusi, lenti nell'andatura e pallidi in volto.
I melanconici hanno tinta olivastra e animo cattivo pur nella loro timidezza, sono tristi e taciturni, invidiosi e insonni, dediti agli studi e diffidenti, tenaci nei propositi ma dubbiosi nella loro riuscita, avari ma tenaci di frode.
Nell’opera già citata di Nunzio Greco, l’autore, evidenzia che nell’Ottocento le qualità terapeutiche delle sorgenti minerali apportano benefici al pari dei farmaci con effetti sulla crisi umorale tali da digerire gli umori corrotti se si trattava di “complessioni freddi”, di essiccarli nel caso di “ temperamenti umidi” N.d.C.]
____________________
(12) Si distingueranno per l'avversione
alla piazza e alle manifestazioni dell'opposizione socialista e comunista (sia
politica, sia sindacale) utilizzando anche e soprattutto le forze dell'ordine
(la temuta celere) i cui uomini, i celerini,erano stati soprannominati "scellini".
(13) Ricordiamo la "Celere"
nelle stragi di Gravina, Cosenza, Andria, Rovigo, Pistoia, Ferrara, Molinella
di Bologna, Cremona, Brescia, Sulmona, Salerno,Ostia, Marsala, Sesto S. Giovanni,
Urbino, Ancona, Pesaro. Degli eccidi di - Melissa, Petilia Policastro, Torremaggiore,
Montescaglioso.
Le rivolte di Casabona, Strangoli, S.Nicola dell'Alto,Cirò, Palmi e via
discorrendo. Gli scioperi nelle industrie del Nord in cui gli operai erano perseguibili
persino per la propaganda sindacale.
(14) -
A Petilia Policastro 1947, dove le violenze esercitate su un
gruppo di contadini, che scendevano da una frazione verso il paese, dalle forze
dell'ordine (7 furono i contadini arrestati) provocano una protesta di massa:
tutta la popolazione del comune si mobilitò e al passaggio del cellulare
che portava i sette arrestati cominciò a protestare contro i carabinieri,
i quali dopo aver esploso alcuni colpi in aria spararono sulla folla uccidendo
due persone e ferendone numerose altre.
------ A Melissa il 29 ottebre
del 1949 si abbatterono i colpi delle mitraglie dei reparti speciali della celere,
lasciando sul campo i corpi di Giovanni Zito e Francesco Nigro mentre Angelina
Mauro morirà pochi giorni dopo nell'ospedale di Crotone. L'eccidio di
Melissa scuote le coscienze di tutto il Paese, si determina la più ampia
solidarietà del mondo della cultura che avvia una forte campagna di denuncia
sulle insopportabili condizioni del mezzogiorno. Il 15 novembre il Consiglio
dei Ministri annuncia la decisione di presentare in Parlamento un primo provvedimento
di riforma fondiaria. Con l'eccidio di Melissa, inizia il terzo periodo delle
lotte contadine che durerà fino alle prime leggi agrarie (Sila e Stralcio),
nel corso del quale le occupazioni delle terre si estendono a tutte le regioni
meridionali. In ognuna di esse operai e contadini pagheranno un enorme tributo
di sangue.
(15) La politica
del fare sambiasina viene rappresenta anche nelle foto storiche di quello sciopero:
leggasi: - calessi
a mò di salotto sul corso Numistrano di Nicastro"/
"barricate con con travi di legno sulla carreggita di Sambiase.
In tal senso ricordiamo che lo sbarramento della carreggiata a Sambiase
rappresentava, fino a qualche decennio addietro una interruzione delle principali
strade di comunicazione tra la costa e l'interno, con notevole disagio sia per
gli spostamenti che per i commerci. Questo la dice tutta sulla efficienza strategica
adotata dal comitato medesimo.
(16) Il documento
ci è stato fornito dal nostro amico lettore Paolo Strangis
responsabile del sito web www.localmente.eu
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