(articolo curato dalla
redazione di www. sambiase.com)
da libro VIAGGIO NEL PASSATO
di
Francesco Tropea
Il periodo balneare - E i costumi
da bagno
( Quandu jiamu alla marina ) 1^parte
(Anni 1950-56 - Stabilimento balneare con la rotonda
- foto archivio Francesco
Tropea)
Il duro lavoro che si svolgeva nei campi una volta, raggiungeva
il massimo culmine nei mesi di maggio e giugno. Infatti, proprio per la fine
di quest'ultimo mese si ultimavano nelle vigne sia i trattamenti rameici che
l'ultimo ripasso. Rimaneva, invece, solo per la metą di luglio il dover piantare
i fagiolini "nt'č marini" cioč terreni irrigui dove si trovavano pure
orti di pomodori "milłnati" terreni coltivati a cocomeri, perņ erano
questi lavori meno impegnativi rispetto a quelli dei mesi precedenti e quindi
le famiglie dalla fine di luglio a metą agosto potevano permettersi un pņ di
svago e l'unico di questi era appunto `a marina" cioč il mare e in
questo periodo si poteva assistere a lunghe file di carrette per la strada,
proprio come ora si vedono le file delle macchine;
di tanto in tanto si vedeva l'autobus pieno all'invero simile di persone
perché allora non c'era un orario fisso: l'autobus partiva solo quando era
al completo giacché le persone che si servivano di esso non erano poi tante
o perchč c'erano chi trovava un
(Sambiase anni '50 ) - Nella foto Francesco Panzera
pioniere dei procaccia postali - possedeva una specie di rimessa-serraglio
nella quale trovavano posto muli,cavalli,asini,carretti,calessi,carri ed il
famoso "brecco" , un veivolo a metą tra la diligenza ed il carro del West
dei pionieri americani - foto archivio famiglia
Borelli )
passaggio su qualche carretto di conoscenti chi con qualche bicicletta dato
che la strada era quasi tutta in discesa. Anche su di questa viaggiavano tre
persone e cioč il guidatore in sella, una sul telaio ed un altra ancora dietro
sul portabagagli. Altre persone, poi, andavano a piedi passando per i piccoli
poderi con un paniere per riempirlo o di fichi o di uva da consumare durante
il giorno. Per la durata del periodo balneare, veniva pure istituito il treno
bagni con diverse corse giornaliere ecco quindi il motivo perché i bus erano
poco usati. Per questo periodo giorni prima, le massaie preparavano dei prelibati
biscotti fatti in casa oltre giustamente ad una bella "fhurnata `i pani"
cioč una quantitą maggiore alle altre che doveva durare appunto per questo
periodo. Si preparavano inoltre cibi molto sostanziosi perché si riteneva
appunto `u mari vņ mangiari błanu" si capiva gią da allora che con
i bagni avvengono sbalzi di pressione sanguigna. Non tutte le persone perņ
avevano a loro disposizione i carretti e allora la maggior parte di chi ne
(Gizzeria Lido - ferragosto 1962 - Foto
geometra Vittorio Luzzo) Ciąmbri,
frischčri e zzģmbi 'ncannizząti, jumčnti, muli
e ciucci 'mpasturąti - dalla poesia di Salvatore
Borelli "A prajia 'i mari" scritta
nel libro "CUMU 'NU SU'ANNU-
era sprovvisto, si premuniva di costruire una bellissima ciambra una capanna
di canne verdi onde poter soggiornare il tempo del soggiorno marino. Di queste
ciambre ve ne erano tante e tutte in uno stesso posto dato che le persone
si sistemavano quasi per grado la spiaggia dei " jazząroti" era verso
il "maricello", le famiglie pił facoltose dalle parti della "banchina"
e quelle medie e piccole verso il lato est. Qui oltre alle ciambre gią citate
si vedevano carretti con le stanghe in aria con sopra stesi dei teli per ripararsi
del sole e onde pure indossare i costumi da bagno e consumare il pranzo giornaliero.
Dietro i carretti erano legati gli animali.
(S.Eufemia Marina (oggi Gizzeria L.) nell'agosto 1941. La
famiglia di Pasquale Zaffina davanti alla propria "ciambra"
- Archivio "
Luogo della Memoria )
Altre "ciambre" occasionali si costruivano con paletti che venivano
conficcate nella sabbia con altri trasversali onde poter distendere trasversalmente
qualche telo o qualche canna verde tagliata nelle vicinanze per proteggersi
dal sole. Qualcuno queste ciambre occasionali le costruiva vicino a coloro
che vi soggiornavano pure di notte per essere sicuri nei giorni successivi
di servirsene dato che costoro con la loro presenza garantivano che non venissero
occupate da altri.
A praja 'i mari
Ciąmbri, frischčri e zzģmbi
'ncannizząti,
jumčnti, muli e ciucci 'mpasturąti,
zirņlla, parparņtti, płlici e muscłni,
słrici, carvunąri e zampagliłni.
A notti 'nta 'sti zimbi ti cripąva!
Curcątu a 'nu pagliłni 'mbaschiąva.
'Nta 1'łmitu, a llu tłastu, 'nsardilląti,
durmiamu a 'sti tucłlli arrunchjunąti.
Scurątu, senza fhłacu 'un putia stąri,
'a fhłma assicutąva Ili zanząri;
l'łacchji l'avģamu russi e 'mbisicchjąti,
di pąpuli e cravłnchji 'mbillicąti.
Nissłnu avia lli sdrippi a praja 'e mąri!
...
'A ggčnti si sintģa scandalizząri.
Nła avģamu i cazunialli 'mbratilląti,
sculurisciłti, Manghi e squacquarąti.
I fhģmmini ccu cąmmigi a rutłni,
suttąni di cambrģccu a strascinłni;
'nta l'acqua chģlla lņba 'nsumiąva
e si vidia 'n'umbrčlla chi natąva!
Lla ssłtta cc'era pezzi 'mbulicąti,
mutąndi e brachissini arrumbugliąti.
Abbņglia, caru mia, mu taliąva...,
'na scaglia 'i carni jąnca 'un t' 'a mustrąva!
'Un ndi vidia villģchi quantu 'mbłti,
minnčri quantu vņzzi scuvirłti! ...
Sguizzari, Ulandčsi, Spagnłali e brun'arpini,
capicchji cumu crąpi e picurini.
M' armčnu a praja 'e mari putia jģri,
ch' 'o sąngu 'un t' 'u sintģa 'ntrugulisciri! ...
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da libro VIAGGIO NEL PASSATO
di
Francesco Tropea
I costumi da bagno di una volta
I costumi da bagno in uso a quei tempi non erano certo minimamente paragonabili
a quelli di oggi, né tantomeno con l'evoluzione di adesso si possono definire
tali. Per gli uomini gli slip erano molto pił lunghi o addirittura a pantaloncini,
per le donne poi veniva usata una specie di vestaglia lunga fin sotto il ginocchio
abbastanza larga, il suo nome era "cammiggiu" e veniva appunto usato
dalle donne per fare il bagno, dopo avere indossato tale indumento, le donne
riunitesi
(
anni '60 Marina di S.Eufemia - Tipico costume usato
in quegli anni - foto archivio F.sco Tropea)
a gruppo, andavano in acqua nelle vicinanze della riva dove
l'acqua era "`mpanna" cioč bassa coprendolo un pņ sopra la pancia.
Queste donne si prendevano per mano a fila oppure come giocare a girotondo ,
alcune di loro avevano per mano qualche figlio adolescente, ecco perché non
andavano dove l'acqua era pił profonda, e per potersi immergersi completamente
le grandi, piegando le ginocchia e tenendosi per mano, si abbassavano ridendo
ed esclamando: oh... oh... e quelle vesti con quei movimenti si gonfiano sollevandosi
appena. I maschietti facevano il bagno sempre vicino alla rive e non lontani
dalle loro madri, solo i pił grandicelli facevano il bagno quando lo facevano
pure i loro padri che contemporaneamente cercavano di insegnare ai figli a nuotare.
Altre persone con dolori e acciacchi vari, non potendo fare il bagno, scavata
una bella fossa nella sabbia nelle prime ore del mattino affinché diventasse
quasi scottante e quando era divenuta cosģ molto calda in essa veniva stesa
un lenzuolo su cui si coricava la persona interessata venendo avvolto con lo
stesso e indi ricoperto dalla sabbia gią riscaldata. Per proteggere la testa
dai raggi solari veniva posto un ombrello aperto e in quella buca la persona
(Gizzeria
Lido anni ' 70 - Nella foto uno scorcio del "mariaciallu"
- cartolina archivio Filippo d'Andrea)doveva
rimanere per circa due ore, erano queste le cure di allora per curare dolori
ossei e muscolari. Per cucinare sulla spiaggia chi vi soggiornava si serviva
naturalmente del fuoco che con due file di mattoni si costruiva il sostegno
per la pentola sotto cui con delle ramaglie raccolte nelle vicinanze si accendeva
appunto il fuoco. Per i bisogni corporali gli uomini e i ragazzi andavano nella
vicina boscaglia della forestale mentre le donne si servivano di qualche vecchia
scatola di latta che poi veniva mandata a sotterrare dai ragazzi in lontananza
nella sabbia stessa. Altre donne addirittura sotto quella specie di vestaglia
non indossavano a bella posta le mutande e recandosi in acqua per fare il bagno
liberavano in essa i loro escrementi che spesso in superficie si vedevano cosģ
galleggiare nelle ciambre di sera, per la luce ci si serviva di qualche lanterna
a petrolio stando perņ molto attenti affinché queste stesse non mandassero a
fuoco le canne della ciambra, comunque queste lanterne erano usate
per brevi periodi della sera perché per lo pił ci si serviva della luce naturale
della luna.
In questo periodo diciamo di relax sulla spiaggia gli uomini non mancavano di
disputare lunghe partite al gioco delle carte come pure tanti altri suonavano
organetti e ballavano la tarantella, mentre altri ancora preferivano recarsi
alla cantina di Rosato, unica a quei tempi e disputare le loro partite a carte.
Tutto questo periodo balneare si chiudeva il giorno di ferragosto perché il
giorno dopo quasi tutti rientravano in paese e incominciavano a programmare
dapprima a recarsi alla prossima festa di Conflenti dopo di che la seconda Domenica
di settembre a godersi la festa in onore della Madonna di Portosalvo per poi
prepararsi per la vendemmia che era imminente.