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L'abito tradizionale sambiasino

Memorie

Com'era composto
il vestito tradizionale delle donne di Sambiase
.
" u vistitu d'ha Pacchijana"

- da una sottana di lino puro, ricamato alla scollatura del petto, alle estremità delle maniche, in prossimità della caviglia;
- da una gonna (gunnella)colorata e tutta pieghettata che, ordinariamente, veniva raccolta a forma di coda;
- da un panno color vinaccia se lo stato civile era nubile "signurina", di rosso se era sposata, mentre di nero se rimaneva vedova. (per quest'ultime addosso al vestito non era previsto nessun ornamento);
- da un "mantisinu" (ghembriule) ben ornato che copriva il davanti sino a sopra "il panno";
- da un busto nero in raso e decorato con pizzi fatto con stecche di balena. Serviva per reggere mantenere il busto eretto;
- da uno "spallieri", altro indumento, ricamato ad intaglio che copriva le spalle per nascondere il bustino;
- da uno scialle (fhazzulittuni) con delle lunghe frangie. D'inverno era di lana, d'estate era di seta;
- dal "rindiallu" che veniva usato dalle persone anziane come copricapo;

I bei capelli erano ornamentati da pietrine luccicanti "culli goffi e 'culli pettinissi ". Non mancavano "i fhirrittini" (ferrettino) e lo spillone per tenere fermo il velo come copricapo quando si era in chiesa.

********
quadro pittorico di Battista Guerrese (1)

vistimu ‘a pacchijana - poesia di Franco Davoli

Ppi si véstari ‘a pacchjàna,
prima cosa si ‘nsuttàna;
carma, carma, senza affànnu
pùa si ‘mbùalica ‘ntr’ o pannu;
illu è nìuru o culuràtu,
assicùndu di lu statu:
è russu priputènti
s’ u marìtu l’ha vivènti,
è culùri ‘i vinu ammaccàtu
s’ u marìtu ‘unn ha truvàtu
ed è nìuru villùtu
s’ u marìtu cci ha murùtu.

Pùa si minti lla gunnèlla,
nìura, vìardi, brù ‘i franèlla,
si cci fha ‘n arrucciulàta,
‘a gunnèlla è già ‘mpadàta.
‘N àutru tùaccu pùa di fhinu
si lu dà ccu llu mbustìnu,
ma cchjù bella vo’ parìri
e ssi minti llu spallìari.

‘U mantisìnu ricamàtu
mìanzu pannu cci ha ‘mbarràtu;
prima ‘i jìri a llu purtùni
pìgghja llu fhazzulittùni;
quando nesci ppi lla strata
è cchjù bella di ‘na fhata!
‘A salùtanu d’ ‘i casi
‘a pacchjàna ‘i Sambiàsi.

(1) Il dipinto è stato realizzato dal pittore Giovan Battista Guerresi che vive ed opera in Piemonte. La scena ritrae donne nel tradizionale costume di Sambiase. Lo scorcio retrostante raffigura la contrada Anzaro,il cui sapore di antico è rimasto ancora oggi quasi intatto.





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